venerdì, 21 novembre 2008,16:19


Mona, cossa mai xestu, che ti ha tanta
forza, e vertù de far tirar i cazzi,
che ti fa deventar i savi pazzi,
e i coraggiosi in ti se perde, e incanta.

Quei, che d'esser gran teste se millanta,
per ti deventa tanti visdecazzi,
ti fa che i vecchi fazza de regazzi,
e che fazza peccai la zente santa.

Ti ti è quella, che fa che sti avaroni
deventa generosi in tu'un momento,
e che volta bandiera i buzzaroni;

per ti el più desperà torna contento,
per ti se perde onor, robba, e cogioni.
Mona, mo cossa mai gastu là drento?

Giorgio Baffo

(l'immagine è un celebre ritratto di Mona Kuhn... citazione nella citazione!)

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venerdì, 22 agosto 2008,00:15

Avrei potuto mettere la foto del salto, oppure la foto a fianco del tabellone, oppure ancora la foto dell'esultanza. Ho scelto di mettere la foto della premiazione perchè, anche se è avvenuta 24 ore dopo la conquista dell'oro olimpico con annesso nuovo record del mondo, in essa è uscita l'essenza dell'atleta Isinbaeva. In diretta TV ho visto il suo grazioso viso rigarsi di lacrime... tante... vere! Brava Yelena...
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giovedì, 01 maggio 2008,01:44

Lo spagnolo è una lingua unica... è bellissima, ha una fonetica meravigliosa e poi, vuoi mettere i commenti radio.televisivi delle partite di calcio?
Insieme ad uno dei più bei goals di tutti i tempi un commento da antologia...
Ola
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sabato, 26 aprile 2008,14:31

Per festeggiare un compleanno a volte è meglio far dire agli altri le parole che vorresti pronunciare tu. Prendo in prestito la voce di J-Ax (e opero qualche modifica al testo):

La mia ragazza di peso è un fuscello, una piuma
Ma fa paura quant’è dura e forte
Ha una cintura nera con le borchie
E non mi chiede la fede, un castello o la luna
Lei dorme tutta notte, poi la mattina morde
Si mette i miei boxer e offre
Cene squisite, bibite gasate, torte a cui mette
Noci caramellate, non m’inganna mai
Non sta zitta mai, mangia panna spray

La mia ragazza è strana
Non dice che mi ama
Non beve birra ma fuma
Ha un gatto sulla schiena
La mia ragazza mena

La mia ragazza se piange non è mai per ricatto
Lei cucina in cucina e talvolta nel letto
E si mette la notte gli occhiali da sole
E si mette a gridare contro il telegiornale
Il blues la sveglia con le boy-band sbadiglia
Ama il punk da skate, la drum’n bass
Ma è il rock che la ripiglia
E scatta quando vedi che si arrabbia
Scappa, quella donna sembra acqua ma è grappa
È un litro di nitro con la miccia corta
La faccina pulita e la fedina penale sporca

La mia ragazza è strana
Non dice che mi ama
Non beve birra ma fuma
Ha un gatto sulla schiena
La mia ragazza mena
La mia ragazza è strana
Non dice che mi ama
Però quand’ho un problema
Lei è qui vicina
La mia ragazza mena

Una mia ex mi chiamava le ha incendiato la casa
Ci ho fatto la lotta ho una costola rotta
Thai-box karate judo
Colpi al fusto manate a viso nudo
Ma a lei le faccio schifo quando non mi rado e sudo
E sono cotto cotto però a lei piaccio crudo
Quando la guardo tutto ha più senso
Il mondo sembra meno cattivo
È benzina sul fuoco
È perfetta davvero… anche se ho un occhio nero
Scusate..

La mia ragazza è strana
Non dice che mi ama
Non beve birra ma fuma
Ha un gatto sulla schiena
La mia ragazza mena...


Auguri Sere

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lunedì, 22 ottobre 2007,09:55


"Cosa c'avete voi donne che attira così l'omo, in quella zona là?"

                                                                    Roberto Benigni

A prima vista potrebbe sembrare un post volgare ma vi assicuro che il mio intento è puramente poetico.
Ne parlano, appunto, poeti, filosofi, scrittori e sapienti. La esaltano i cantanti e i cantautori, la filmano i registi. Per lei si fecero battaglie, guerre, accordi e disaccordi. Pure il papa vuol sempre dire la sua sull'argomento. E dire che lui dovrebbe saperne meno degli altri!
Ma perchè quel piccolo lembo di pelle ha il potere di trasformare l'uomo più potente del mondo in un perfetto beota?
Potrebbe passare anche anche da maschilista questo mio ardire, ma credo che le donne esercitino un potere che vada ben al di là della nostra comprensione, spesso inconsciamente, molto spesso di proposito.
Ma non voglio parlarne negativamente. Vorrei risposte.
Non riesco a pensare nulla di più bello di un corpo femminile nudo su di un letto, con un raggio di sole che filtra a forza da un pertugio della finestra e che ne illumina la pelle in controluce. Un seno appare timido oltre il lenzuolo e un viso dolce, addormentato, con un'espressione soddisfatta di pace, capace di trasmettere a chiunque lo guardi la stessa sensazione.
Pura poesia. Pura arte. Pura estasi.
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domenica, 14 ottobre 2007,18:58


Questo post è frutto di un copia e incolla da un altro blog. Però, siccome lo sento molto "mio", l'ho voluto personalizzare. In viola troverete la frase del post originale. In granata ho scritto il ricordo che mi è balzato in testa in quel momento.
Una botta di nostalgia che voglio condividere con voi.


Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda color".
Noi che 2 contro 2 a giocare a "porticina".
Noi che le femmine ci obbligavano a giocare a "Regina reginella", ad "Elastico" e a "Campana".
Noi che per far colpo su una bambina giocavamo alla "settimana".
Noi che facevamo "Palla Avvelenata".
Noi che facevamo "Palla Guerra".
Noi che giocavamo  a "Ruba Bandiera".
Noi che facevamo nascondino con "tana libera tutti".
Noi che non mancava neanche "dire fare baciare lettera testamento".
Noi che "Hai tu penna e calamaio?...".
Noi che facevamo le capanne
Noi che quattro assi e un tetto ed era un regno.
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini".
Noi che ci costruivamo da soli i giochi di società perchè costavano troppo.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che il culo ci fa male ancora adesso.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta (tap..tap..tap).
Noi che siamo cresciuti con la sigla dei Chips.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che o si va in mono o si sta a casa.
Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce".
Noi che senza cellulari ci si chiamava dalle finestre.
Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in una bacinella.
Noi che si smanettava attaccati ad un carburatore.
Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col mastice tip-top.
Noi che con il fifty facevamo i 110.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che il motorino dopo un anno sembrava una moto.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che andavamo a casa del più scarso solo perchè c'erano i giornalini porno.
Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.
Noi che le bolle ti si "impataccavano" al naso.
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.
Noi che andavamo a pescare le arborelle in mezzo ai fossi.
Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.
Noi che con la febbre non si va a scuola. però nemmeno in cortile a giocare.
Noi che i termometri li rompevamo e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
Noi che i termometri contro il termosifone per far salire la temperatura.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella...
Noi che dopo cinque calci d'angolo era rigore.
Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo.
Noi che si faceva le squadre e il più scarso andava in porta.
Noi che giocavamo a "Indovina Chi?" anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a Monopoli per dei pomeriggi.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che abbiamo scoperto il Vic 20.
Noi che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.
Noi che con le figu si giocava a "muro".
Noi che la tv la guardavamo in bianco e nero e senza telecomando.
Noi che la tv si cambiava a mano alzandoci dal divano.
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.
Noi che "Noooo,mi manca per finire l'album!"
Noi che ci spaccavamo le dita per giocare a Subbuteo.
Noi che cercavamo di imparare a scroccarci le dita.
Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto".
Noi che al buio i primi baci.
Noi che giocavamo per ore a "Merda" con le carte.
Noi che con le carte solo quando pioveva.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
Noi che la canzone si registrava dalla radio, rigorosamente dal programma di "dischi a richiesta".
Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
Noi che Kenshiro, AtatatatatatatatatatatataTA!
Noi che avevamo i cartoni animati belli.!!
Noi che avevamo un mondo di robot.
Noi che canale 5 non c'era
Noi che ci ricordiamo quando "Italia 1" si chiamava "Antenna Nord" e trasmetteva "Scooby Doo".
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga (Goldrake,ovvio..)
Noi che ci aprivamo il petto come Daltanius.
Noi che guardavamo "La Casa Nella Prateria" anche se metteva tristezza.
Noi che eravamo i terzi cugini di Bo e Duke.
Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma formaggino.
Noi che facevama a gara "chi piscia più lontano".
Noi che alla messa ridevamo di continuo.
Noi che alla messa solo per poter andare all'oratorio.
Noi che si andava a messa se no erano legnate.
Noi che a messa si cantava stonati, facendolo apposta.
Noi che si bigiava a messa.
Noi che che si faceva sega a scuola.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che "mi ha guardato!"
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
Noi che ci coprivamo a vicenda quando le mamme ci sgridavano.
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.
Noi che "specchio riflesso".
Noi che non avevamo nemmeno il telefono fisso in casa.
Noi che "Buongiorno signora, c'è Carlo?"
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che i gettoni valevano 200 lire.
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che la macchina fotografica era un lusso.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero.
Noi che "vorrei cantare insieme a voi..."
Noi che le palline di Natale erano di vetro e si rompevano.
Noi che i regali solo alla mattina di Natale e non la sera della vigilia.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.
Noi che alle feste facevamo gli scherzi alle bambine.
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
Noi che un bacino sulla guancia diventava un "luci rosse".
Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.
Noi che ci incendiavamo le scoregge con l'accendino.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a Dormire tardissimo.
Noi che "Drive In" alla domenica non si poteva vedere tutto.
Noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura.
Noi che "L'esorcista" ce lo sognavamo di notte.
Noi che c'erano le città nell'intervallo con l'arpa
Noi che il calcio era solo alla domenica.
Noi che ci infangavamo fino ai capelli
Noi che si giocava tutti a calcio, ma proprio tutti.
Noi che giocavamo a calcio con le pigne.
Noi che ci dicevano di non accetare caramelle dagli sconosciuti.
Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
Noi che l'album dei Calciatori gratis fuori da scuola con una bustina.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che stavamo ore a giocare contro il muro a pallone aspettando che gli altri scendessero.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
Noi che in gita solo se prendi "Buono" di Italiano.
Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
Noi che il bagno lo potevi fare solo due ore dopo aver mangiato, non un minuto di meno.
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che la tuta poi puzzava come un cane bagnato.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che a scuola facevamo il pomeriggio o "tempo prolungato".
Noi che la pubblicità non interrompeva un film o un cartone.
Noi che le sigle dei cartoni le sappiamo ancora a memoria adesso.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
Noi che la maestra era la maestra. Zitti e basta.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che se non fai i compiti non vai fuori a gioacre.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che per fare le ricerche ritagliavamo le enciclopedie.
Noi che i vestiti erano quelli del mercato.
Noi che i vestiti ce li tramandavamo tra cugini, amici e fratelli.
Noi che internet non esisteva.
Noi che il computer era una novità.
Noi che però sappiamo a memoria "Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)".
Noi che la notte dell'11 luglio 1982 non ce la dimenticheremo mai.
Noi che "Disastro di Cernobyl" vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che la Germania era solo Ovest, perchè quella Est era scarsa.

Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d'olio.
Noi che compravamo 5 caramelle Mou per 10 lire.
Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella..fai merenda con Girella.
Noi che non avevamo mai bevuto Whisky ma Michele ci stava già sulle palle.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che in bici passavamo metà della nostra giornata.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che "vai dove vuoi ma non allontanarti troppo".
Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che Bonolis ce lo ricordiamo quando faceva Bim Bum Bam
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.
Noi che a cena non si appoggiano i gomiti sul tavolo.
Noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween.
Noi che saremo sempre eternamente bambini.


Questa è una storia vecchia come il mondo.
Per Noi era ieri, per qualcuno di voi lo sarà domani...


P.S.: questo post è dedicato a Carlo.
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sabato, 29 settembre 2007,16:53

Un derby da Toro è quello che ogni granata gioca nella propria testa.
Un derby da Toro è soffrire attaccati alla radio.
Un derby da Toro è sapere di partire sfavoriti ma non importa.
Un derby da Toro è quella maglia, quel granata, così vivo, così vero, così vino e sangue.
Un derby da Toro è la Maratona che canta, anche sul 3 a 0 per la goeba.
Un derby da Toro è respirare l'aria di Torino.
Un derby da Toro è sentire il brusio dei bar.
Un derby da Toro è chiamarsi per cognome, abbracciarsi senza motivo.
Un derby da Toro è Gigi Meroni.
Un derby da Toro è non mollare mai.
Un derby da Toro è uscire sempre dallo stadio a testa alta.
Un derby da Toro è importante esserci, non giocarlo.
Un derby da Toro è perdere, ma se si fosse vinto...
Un derby da Toro è risparmiare le forze a Parma.
Un derby da Toro è sempre un gran derby.
Non importa come finirà domani sera o nei prossimi anni.
Un derby da Toro è quello che si gioca, si vive, si soffre e si ama... proprio come il Toro.
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sabato, 11 agosto 2007,01:06


Questa sera rincasando ho tirato su la testa e mi son messo a scrutare la notte. Vivendo in periferia l'inquinamento luminoso è di minor impatto e poi il cielo, così limpido e stellato è sempre uno spettacolo da mozzare il fiato... quand'eccola, con la coda dell'occhio la scorgo, la seguo scomparire, lasciare un'infinitesimale traccia nel mio cervello. Subito un desiderio. Il più bello. Il più pulito. Il più sincero.
Quale? Non ve lo dico, sennò poi non si avvera.
Un abbraccio a tutti e buone vacanze. Ci sentiamo dopo ferragosto, anch'io mi merito qualche giorno di pausa.
Peace & Love
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martedì, 24 luglio 2007,20:21
Il 19 luglio 1992 se ne andava Paolo Borsellino, un giudice scrupoloso, un grande personaggio, un eroe (anche se questo termine ormai viene usato a sproposito).
Sono passati 15 anni e ,nonostante all'epoca si fosse predicato molto, nulla è cambiato, anzi, non solo non è cambiato un cazzo, la situazione è addirittura peggiore anche se non sembrerebbe.
Solamente un anno fa, il 9 luglio 2006, ci sentivamo orgogliosi di appartenere ad una nazione così sportivamente vincente; ma se ci fermiamo un momento a pensare non possiamo oggi non provare un moto di vergogna.
Forse è ingiusto vergognarsi di essere italiani ma lo schifo è tanto, lo scoramento è troppo. Non facciamo si che prevalga la rassegnazione. Rialziamo la testa e lottiamo! Oggi la mafia non uccide più con pistole o bombe. Oggi la mafia si veste a festa, fa affari con imprenditori, controlla i potenti, obnubila le menti.
Non lasciamo che i messaggi di questi "uomini straordinari" si perdano nel vuoto: raccogliamo il loro esempio e proviamo anche noi, nel nostro piccolo, a fare qualcosa. Non chiudiamo gli occhi. Siamo italiani. Dimostriamolo.
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domenica, 22 luglio 2007,20:49

Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente... 
Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace.. 
Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno... 
Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o rabbia
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero...

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo viva come uno... 

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